Aumentano le possibilità di guarigione per i pazienti colpiti da linfomi. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità della terapia CAR-T, lisocabtagene maraleucel (liso-cel), per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), linfoma a cellule B ad alto grado (HGBCL), linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL) e linfoma follicolare di grado 3B (FL3B), refrattari alla chemio-immunoterapia di prima linea o recidivati entro 12 mesi dal completamento della cura.
Nello studio TRANSFORM, che ha coinvolto 184 pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B, la sopravvivenza mediana libera da eventi, a un follow-up mediano di 33,9 mesi, ha raggiunto 29,5 mesi con liso-cel rispetto a 2,4 mesi con lo standard di cura, costituito da chemioterapia seguita dal trapianto autologo. La risposta completa ha raggiunto il 74% rispetto al 43%. A tre anni, la sopravvivenza libera da eventi è stata pari al 46% rispetto al 19%, la sopravvivenza libera da progressione al 51% rispetto al 26,5% e la sopravvivenza globale al 63% rispetto al 52%.
In Italia, ogni anno, si stimano circa 15.500 nuovi casi di linfomi (13.300 linfomi non Hodgkin e 2.200 linfomi di Hodgkin).
“I linfomi non Hodgkin sono i più frequenti – spiega Paolo Corradini, Professore di Ematologia all’Università degli Studi di Milano e Direttore della Divisione di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – Rappresentano un gruppo eterogeneo di neoplasie del sistema immunitario, che originano dai linfociti di tipo B, T o NK e che possono avere un comportamento indolente o aggressivo. Il rischio di sviluppare la malattia aumenta con l’esposizione a radiazioni ionizzanti o a sostanze chimiche come i pesticidi e quando il sistema immunitario è compromesso”.
“I linfomi – continua Corradini – sono patologie curabili e in molti casi guaribili, grazie alla disponibilità di numerose terapie che, negli ultimi anni, hanno cambiato lo scenario del trattamento. Circa il 70% dei pazienti con linfomi aggressivi può guarire e le persone con linfomi indolenti possono ottenere una sopravvivenza libera da malattia molto lunga, fino a 15 anni. Le CAR-T sono ‘chemio-free’, cioè non prevedono l’utilizzo in associazione alla chemioterapia, con importanti vantaggi per i pazienti. Inoltre, nei pazienti refrattari alla chemioterapia, le CAR-T possono determinare guarigione quando le cure tradizionali, come la chemioterapia, il trapianto o la radioterapia, non offrono vantaggi”.
Liso-cel è già disponibile in Italia da giugno 2024 per i pazienti in recidiva o refrattari al trattamento dopo due o più linee di terapia sistemica.
“L’estensione della rimborsabilità di liso-cel da parte di AIFA riguarda i pazienti che presentano recidiva dopo la prima linea. In questo modo, viene anticipato il trattamento con la terapia cellulare – sottolinea Corradini – Nello studio TRANSFORM, dopo un follow-up mediano di quasi 34 mesi, i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B trattati con liso-cel continuano a mostrare un miglioramento della sopravvivenza libera da eventi e della sopravvivenza libera da progressione. Non solo. Migliora il tasso di risposta obiettiva, che ha raggiunto l’87% rispetto al 49% con la terapia standard. Il tasso di risposta completa, che in una malattia aggressiva come il linfoma a grandi cellule B è il prerequisito per guarire, è stato pari al 74% rispetto al 43%. Questo aumento della risposta completa nel braccio sperimentale con liso-cel si traduce in un miglioramento della sopravvivenza”.
Come agisce la terapia CAR-T
I linfomi a grandi cellule B rappresentano un terzo dei casi di linfoma non Hodgkin. L’approvazione della rimborsabilità di liso-cel da parte di AIFA riguarda anche pazienti refrattari o recidivati alla terapia di prima linea colpiti da linfoma a cellule B ad alto grado, da linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B, e da linfoma follicolare di grado 3B, tutti sottotipi aggressivi di NHL.
“La terapia CAR-T consiste in una modifica genetica dei linfociti T del paziente, che vengono indotti ad eliminare le cellule neoplastiche una volta reinfusi – riprende il prof. Corradini – Nello studio TRANSFORM, liso-cel ha dimostrato di essere un trattamento efficace, di breve durata perché basta una singola infusione, in grado di garantire una buona qualità di vita e un miglioramento delle possibilità di cura. Siamo di fronte a un passo avanti importante del modo di trattare i linfomi a grandi cellule B, quando sono refrattari all’esordio o ricadono precocemente”.
“I rilevanti progressi compiuti negli ultimi anni nella cura delle neoplasie del sangue, come l’impiego delle terapie CAR-T, hanno profondamente cambiato il percorso terapeutico di molti pazienti, aprendo nuove prospettive anche per chi fino a poco tempo fa aveva opzioni limitate – afferma Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma) -. In questo scenario in rapida evoluzione, è fondamentale che i pazienti non si sentano soli e possano contare su una presa in carico che vada oltre l’aspetto strettamente clinico. I bisogni dei pazienti con linfoma sono complessi e riguardano anche il supporto psicologico, l’accesso a informazioni mediche corrette e certificate, l’orientamento nei percorsi di cura e l’assistenza costante durante tutte le fasi della malattia. AIL è da sempre impegnata a rispondere a queste esigenze, sensibilizzando e informando cittadini, pazienti e caregiver e offrendo un supporto concreto attraverso la rete dei volontari, più di 17.000 in tutta Italia, e delle Case alloggio AIL, che permettono ai malati e alle loro famiglie di affrontare le cure con maggiore serenità, vicino ai Centri Ematologici. Accompagnare i pazienti prima, durante e dopo le terapie significa contribuire in modo significativo al miglioramento della loro qualità di vita”.
Liso-cel, il riscontro nella real life
I dati relativi all’efficacia di liso-cel in seconda linea, emersi dallo studio registrativo TRANSFORM, sono stati confermati anche da evidenze di real life.
“Uno studio ha paragonato liso-cel con altre CAR-T disponibili – riprende il prof. Corradini – Liso-cel ha dimostrato un’efficacia paragonabile alle altre terapie cellulari, ma il profilo di tollerabilità è stato migliore. Questo può tradursi in una riduzione delle ospedalizzazioni e dei posti letto occupati, con ricadute positive sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”.
“Siamo orgogliosi dell’importante traguardo raggiunto con l’estensione della rimborsabilità di liso-cel, che consentirà ai pazienti di accedere a questa terapia CAR-T anche nelle linee più precoci – conclude Alessandro Bigagli, Senior Medical Head, Bristol Myers Squibb, Italia -. AIFA ha, inoltre, riconosciuto a liso-cel lo status di farmaco innovativo, attribuito sulla base di tre criteri fondamentali: bisogno terapeutico, vantaggio clinico aggiunto e solidità delle evidenze. Questo riconoscimento garantisce l’accesso immediato alla rimborsabilità e l’inserimento automatico nei prontuari terapeutici regionali. Siamo stati pionieri nelle terapie cellulari e continuiamo a trasformare lo scenario terapeutico in ematologia, sviluppando soluzioni che rappresentano un vero cambio di paradigma. Oggi siamo impegnati, infatti, nello sviluppo della seconda generazione di CAR-T autologhe, prodotte direttamente nel paziente senza necessità di estrazione e ingegnerizzazione in laboratorio, e sono in corso studi anche sulle CAR-T allogeniche, ottenute da donatori sani o da cellule staminali pluripotenti. Queste innovazioni ci consentiranno di accelerare i tempi di produzione, migliorare efficacia e tollerabilità delle cure, offrendo nuove opportunità a un numero sempre maggiore di pazienti”.